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Ecco cosa penso delle notizie AI di oggi. 17.03.2025

Vi racconto cosa penso davvero delle notizie sulla AI di oggi.
Anche perché ormai tutti leggiamo notizie ogni giorno, ma spesso restano solo fatti senza un’interpretazione od opinioni decise.
Qui niente filtri: ecco come la vedo io.

Elon #Musk ha perso una battaglia importante contro OpenAI.
Un giudice americano ha appena respinto la sua richiesta di bloccare i cambiamenti interni dell’azienda.
Significa che Musk, nonostante tutto il suo potere, questa volta non è riuscito a fermare chi corre più veloce di lui.
La tecnologia è così: ti premia quando anticipi i tempi, ma ti punisce se resti fermo.

Ecco, a proposito di velocità, quello che sta accadendo con le #startup è impressionante: un quarto di quelle sostenute da Y Combinator oggi scrive il 95% del codice usando AI.
Tradotto: basta una manciata di ingegneri per fatturare cifre milionarie.
Il lavoro come l’abbiamo sempre pensato sta morendo sotto i nostri occhi e chi non se ne accorge resterà tagliato fuori.

Intanto, Kevin Weil, capo prodotto di #OpenAI, mette le cose in chiaro: nel 2025 l’intelligenza artificiale supererà definitivamente l’essere umano.
Non più un’ipotesi, ma una data fissata da chi sta cambiando le regole del gioco. Sarà vero?
E se sarà vero la domanda è: noi siamo pronti, oppure continuiamo a dormire?

Un altro segnale che fa riflettere arriva da #Patronus AI, che ha appena inventato un’intelligenza artificiale per giudicare la qualità delle altre IA. È il primo caso di una macchina che fa il controllore di altre macchine.
Utile, certo, ma è il segnale che stiamo già perdendo il controllo.

Poi c’è #PikaLabs, che ha rilasciato 16 effetti per video IA: oggi chiunque può creare filmati da cinema senza budget né competenze.
Questo avrà conseguenze enormi: il valore della creatività umana rischia di scomparire, perché tutto diventa riproducibile con un clic.
Il Cyberumanesimo dice il contrario. Interveniamo o sonnecchiamo aspettando che succeda qualcosa?

E mentre parliamo di IA, #Figure pensa anche ai robot fisici: da poche centinaia, presto diventeranno centomila all’anno.
Questo significa macchine evolute nelle case, negli uffici, dappertutto.
Non è futuro: sta succedendo adesso.

In tutto questo scenario, non possiamo più restare semplici spettatori.
O capiamo in fretta come adattarci, oppure verremo travolti dall’onda del cambiamento.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.