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Gli smartphone ai bambini, una fonte di cultura fondamentale

Qualche giorno fa ho chiesto a quale età dovrebbe essere dato uno smartphone ai bambini.

L’opinione più diffusa tendeva a non darlo prima dei 14 anni e le motivazioni era prevalentemente legate ai pericoli dei social network e al modo in cui si ritiene che debbano crescere i bambini.

Io invece ritengo che lo smartphone possa essere una fonte di cultura fondamentale, che altri mezzi non sono in grado di dare nello stesso modo. Che spesso venga usato male, senza sfruttarne le reali possibilità e i vantaggi che potrebbe dare ai nostri figli.

Che fargli usare solo quello dei genitori sia come dire “posso benissimo prestare gli occhiali a mio figlio quando gli servono”.

Purtroppo a volte i genitori non sono in grado di usarlo correttamente nemmeno loro, ma toglierlo e basta li tiene lontani da uno strumento, Internet, con cui invece dovrebbero familiarizzare sin da piccoli, proprio per impararne le complessità, le opportunità, i vantaggi e i pericoli.

Scegliere di non mettere in tasca a proprio figlio uno strumento così importante, è una grande responsabilità. Così come scegliere di farlo senza educarli adeguatamente su come usarlo.

Fare come si è sempre fatto non è detto che sia la scelta giusta.

Non voglio convincervi, ma in meno di 5 minuti provo a darvi un punto di vista diverso, su cui credo valga la pena riflettere in quanto in gioco c’è un intera generazione.

I futuri italiani.

Dopo aver visto il video, cosa ne pensate?

 

 

 

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.