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Paura del telelavoro?

Paura del telelavoro?

Paura del telelavoro?

Qualche anno fa avevo fondato un’azienda che produceva piattaforme digitali. In Italia non si trovavano programmatori per le tech che cercavo. Ho preso un aereo e sono andato in Crimea, dove ce n’erano tanti e ho aperto un ufficio lì.
Erano diventate 15 persone in remoto che dovevano essere gestite da Milano…
Allora ho messo delle telecamere in Crimea e i relativi monitor a Milano. Ovviamente sempre accesi con audio e video. Idem a Milano con monitor in Crimea.
I due team, quello dei Project Manager e quello dei programmatori, si parlavano come se fossero nella stessa stanza.
Quando arrivavano i clienti e li portavo in quella stanza, erano increduli. Non capivano come si potesse avere gente che lavora in contemporanea da così lontano.
Eppure con questa modalità abbiamo fatto cose pazzesche, dalla prima App del catalogo IKEA per parecchi paesi, a cose molto tech come la prima App per i trasporti pubblici di Milano che calcolava i percorsi da fare.

Ah, sono passati 16 anni, era il 2004…

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.