5 modi per riconoscere i corsi fuffa sul digitale

5 modi per riconoscere i corsi fuffa sul digitale 1

Se vogliamo verificare la validità di un corso online sul digitale, dovremmo trovare risposta a ognuna di queste 5 domande chiave.

1) I docenti sono professionisti pagati?

Se non lo sono, probabilmente significa che la qualità generale del corso è bassa. I docenti di professione hanno competenza ed esperienza e portano analisi e modelli strutturati e replicabili. Al contrario di un imprenditore che organizza le lezioni raccontando il suo personale successo e che quindi non è replicabile.

2) Il corso è gratis?

Se la risposta è sì, allora probabilmente il prodotto siamo noi.
Quello che serve all’organizzatore del corso è un alto numero di iscritti ed erogando il corso gratis è più facile che lo ottenga. Così potrà usare questi grandi numeri per vendere il proprio brand.

Ma se il corso è gratis, come si finanzia? Ci sono gli sponsor che, più che insegnare, cercheranno di spiegarci e venderci il proprio prodotto, per noi e per i nostri clienti.

3) Chi vende il corso è noto per cosa?

Attenzione a quelli noti per essere noti. Gira una storiella divertente su un “guru” che dice di aver fatto soldi con il suo libro. Una volta comprato e aperto il libro, dentro c’era scritta una cosa sola: “Per fare soldi vendendo libri bisogna scrivere libri su come fare i soldi vendendo libri”.

4) A chi si rivolge il corso?

In momenti di crisi la gente ha bisogno di sognare e molti vendono solo sogni. Una volta che avremo scoperto che l’unico sogno che abbiamo realizzato non è il nostro ma quello del venditore che ci ha venduto il corso, sarà troppo tardi.

5) Il corso cosa insegna di preciso?

Prima di fare qualsiasi corso di cose digital markettose qualunque, bisognerebbe comprendere la differenza tra usare un mezzo e crearlo. Per esempio c’è molta differenza tra riuscire a creare una piattaforma di successo con milioni di utenti iscritti e saper usare quella piattaforma.

Se non si comprende questo importante punto, si rischia di stare al gioco del venditore e finire per credere che chiunque guidi un’automobile possa definirsi un ingegnere meccanico.

Lo stesso vale per i docenti. Molto spesso si presentano come se fossero dei progettisti della Ferrari (si sentono guru dell’online), ma sono solo maestri di scuola guida (sanno usare piattaforme progettate da altri)…

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