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314 – Hanno massacrato un vero Monet convinti che fosse AI

Hanno massacrato un vero Monet convinti che fosse AI

Online basta un’etichetta per scatenare il branco. Il 12 maggio un account su X pubblica un quadro di Monet, una delle Ninfee. Lo presenta come AI. Chiede di spiegare in dettaglio perché è inferiore a un vero Monet.

Partono centinaia di commenti. Critici improvvisati. Profili verificati. Uno scrive ottocentocinquanta parole di analisi sui difetti. “Manca coesione”. “Riflessi sbagliati”. “Profondità nulla”. “Sembra dipinto da uno studente del primo anno”.

Era un Monet originale. Una delle Ninfee dipinte negli ultimi anni della sua vita, quando vedeva pochissimo per via della cataratta. I commenti sono incominciati a sparire, hanno incominciato a cancellarli.

La psicologia lo aveva già misurato. Le persone svalutano l’arte etichettata AI anche quando ammettono che è indistinguibile da quella umana.

L’impressionismo stesso nasce nel 1874 come insulto. Quello che oggi sta nei musei più importanti del mondo, allora era considerato roba da dilettanti. Centocinquant’anni fa lo stesso tipo di branco aveva attaccato l’originale.

Qui negli Stati Uniti il meccanismo del branco online lo conosciamo bene. Aspetta il segnale, parte all’attacco, copia addosso le opinioni degli altri. L’AI è diventata la scusa perfetta per sentirsi competenti senza la fatica di osservare. Abbiamo smesso di guardare prima di giudicare, purtroppo.

Voi cosa ne pensate?

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.