Hai già scaricato la mia app?

241 – Smettetela di vergognarvi di usare l’AI

Smettetela di vergognarvi di usare l’AI. Il problema è se sapete controllarla

Per anni l’Intelligenza Artificiale è stata trattata come una scorciatoia mentre oggi è dentro i processi reali di lavoro, studio, comunicazione, e quando la inseriamo in un processo ci assumiamo anche la responsabilità di ciò che produce.

Il controllo del risultato, la verifica e l’approvazione deve rimanere umana. Ma questo non significa che ci si debba vergognare di usare l’AI. Un po’ come dire che ci si vergogni di usare Word per scrivere invece di farlo a mano.

Un testo generato, una sintesi, un numero, una tabella, un paragrafo per una presentazione: prima di diventare una mail, una proposta, un documento ufficiale, deve passare da noi, riga per riga, numero per numero, parola per parola.

L’AI è uno strumento cognitivo. Amplifica la scrittura e l’analisi, ma fa danni che quasi sempre vivono nei dettagli: una data, una percentuale, un nome, una fonte citata male. E quando quel dettaglio entra in una decisione, è un guaio.

Negli Stati Uniti oltre il 65% delle organizzazioni utilizza l’AI in almeno una funzione aziendale, secondo McKinsey. Serve metodo: passaggi di controllo, criteri definiti.

Anche l’idea che usare l’AI sia “lavorare a basso costo” è una lettura superficiale, perché l’AI riduce il tempo operativo iniziale, ma rimane il tempo dedicato alla revisione e alla decisione.

Poi non tutte le AI sono uguali. Conta anche quale modello utilizziamo, se lo abbiamo addestrato correttamente, se conosce il nostro stile. Un modello gratuito tende a produrre risultati generici. Un modello avanzato gestisce meglio compiti più complessi e istruzioni articolate.

L’AI resta uno strumento di cui non dobbiamo vergognarci, purché la responsabilità rimanga nostra.

#DecisioniArtificiali #MCC #Documentario

Condividi su: