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440 – TUTTO QUELLO CHE LA VOSTRA AZIENDA SCRIVE DENTRO L’AI RIMANE ARCHIVIATO PER 30 GIORNI

TUTTO QUELLO CHE LA VOSTRA AZIENDA SCRIVE DENTRO L’AI RIMANE ARCHIVIATO PER 30 GIORNI

I contratti, il codice, le email ai clienti, i numeri di fine mese che la vostra azienda infila dentro i modelli più potenti di Anthropic non sono soltanto vostri. E il modo per dire che non siete d’accordo, per ora non esiste.

L’hanno deciso a giugno di quest’anno. Tutto il traffico dei clienti aziendali su Fable e Mythos e su tutti i modelli di punta che arriveranno viene conservato per 30 giorni. Il motivo ufficiale? Intercettare chi usa quei modelli per costruire attacchi informatici. Tecnicamente regge, se l’attacco lo prepari dentro una di quelle chat per ricostruirlo serve la chat. E questo vale per qualsiasi cosa di illegale che qualcuno in azienda ha provato a chiedere a Claude.

Poi le lamentele sono cresciute e Anthropic fa sapere che sta per dare alle aziende la possibilità di tenersi quei dati sulla propria infrastruttura cloud. Ma tanta roba. Pensa che dicono che ci lavorano da mesi con oltre 100 clienti, Salesforce compresa, e il sistema nuovo dovrebbe arrivare entro fine anno. Bene, grazie, ma i 30 giorni mica cambiano, restano tutti. La conservazione obbligatoria resta obbligatoria, la tengono comunque.

E vedete, il problema è che quando tutto quello che hai caricato è su un server di terzi, che nella vita sappiamo che ha fame di dati per addestrare i modelli, il rischio finale è che i tuoi dati finiscano nelle risposte di altri. Magari per sbaglio, eh?

Per cui se avete un contratto aziendale con queste piattaforme ci sono tre cose da farsi mettere per iscritto. Cioè, dove stanno fisicamente quei 30 giorni. Chi dentro il fornitore li può aprire. E cosa succede il giorno 31. Se ve le dicono a voce, non esistono. E se ci passano dati sanitari, atti, codice vostro, eccetera, quella finestra di un mese entra nella valutazione dei rischi della vostra azienda. Questo non è un dettaglio, non è un dettaglio nemmeno da fornitore, eh? Occhio.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Privacy #Sicurezza #Dati

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.