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353 – L’AI sbaglia la diagnosi e paga il medico

L’AI sbaglia la diagnosi e paga il medico

Un medico che conosco qui a New York mi ha detto che prima di firmare un referto ricontrolla tutto quello che gli suggerisce l’Intelligenza Artificiale, perché se sbaglia lei la colpa resta a lui.

Nel Regno Unito, dove ho vissuto 17 anni prima di trasferirmi qui negli Stati Uniti, questa settimana è uscito un rapporto che lo dice nero su bianco. La sanità pubblica inglese usa già l’AI per leggere radiografie, riassumere le visite e scrivere le lettere ai pazienti. Se l’AI non vede un tumore in una lastra del torace, il paziente torna a casa tranquillo e il cancro intanto avanza. Se consiglia una dose sbagliata di anticoagulante, il paziente finisce in terapia intensiva con un’emorragia.

E con la legge attuale, in tutti questi casi, la causa la fanno al medico. Tutta la responsabilità su di lui, da solo.

Chi ha sviluppato e venduto il software invece non rischia quasi niente, perché la legge inglese sulla responsabilità dei prodotti difettosi è del 1987 e l’AI non rientra nella definizione di prodotto. Il rapporto chiede al governo di cambiarla, così anche chi produce questi sistemi risponde dei danni che fanno.

E nella stessa settimana il governo inglese ha annunciato strumenti di AI per oltre 500 mila dipendenti della sanità. Prima la tecnologia in mano a tutti, le regole sulla responsabilità si vedrà.

Io lo dico da anni anche nei tavoli istituzionali. L’AI in medicina va benissimo, ma la responsabilità deve essere chiara prima che qualcuno si faccia male.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #SanitàDigitale #Responsabilità #MedicinaAI

🗓️ Ora che vivo a New York tocca definire con anticipo le settimane in cui sarò in Italia nei prossimi mesi. La email di chi mi gestisce gli ingaggi per gli eventi è: [email protected]

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.