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229 – Il nuovo muro non è a Berlino. È nelle risposte dell’Intelligenza Artificiale

Il nuovo muro non è a Berlino. È nelle risposte dell’Intelligenza Artificiale.

Il Muro di Berlino serviva anche a controllare cosa le persone potevano sapere. Non era solo cemento. Era filtro. Era selezione dell’informazione. Chi stava a Est riceveva una versione della realtà, chi stava a Ovest un’altra. La separazione era fisica, ma prima ancora era cognitiva.

Oggi il muro non lo vediamo. Sta dentro gli schermi. I feed personalizzati selezionano notizie, priorità, emozioni. Le piattaforme decidono cosa amplificare e cosa rendere invisibile. Non è una censura dichiarata. È un sistema di ranking che spinge alcuni contenuti e ne nasconde altri. Il risultato è che viviamo dentro bolle informative diverse, anche quando abitiamo nella stessa città.

La propaganda del Novecento passava da radio e televisioni di Stato. Oggi passa da reti sociali globali e da sistemi di intelligenza artificiale che generano testi, immagini, video. Un modello linguistico può scrivere un discorso politico, sintetizzare una notizia, rispondere a una domanda complessa con tono autorevole. Parla bene. È ordinato. Sembra neutrale, ma non è detto che lo sia.

Ogni modello è addestrato su dati scelti da qualcuno. È filtrato secondo linee guida decise da un’azienda. È ottimizzato per obiettivi economici: engagement, tempo di permanenza, crescita. Se un governo impone vincoli normativi, il modello si adatta a quel contesto. Se un’azienda vuole evitare determinati temi, li limita. Se qualcuno riesce a manipolare l’input, con tecniche di prompt injection o con campagne coordinate, può orientare l’output.

Il controllo non è più solo sulla distribuzione dell’informazione. È sulla produzione stessa dell’informazione.
Qui si apre un punto delicato. Chi controlla i modelli può influenzare il modo in cui certi eventi vengono raccontati, quali fonti vengono considerate affidabili, quali prospettive vengono enfatizzate. Basta cambiare un filtro, una regola interna, un criterio di moderazione. Milioni di risposte possono assumere una sfumatura diversa.

Durante la Guerra Fredda, per sapere cosa accadeva dall’altra parte del muro servivano antenne clandestine e radio occidentali. Oggi basta una modifica silenziosa in un sistema centrale per alterare la percezione collettiva su larga scala.
La differenza è la scala. La Stasi poteva controllare migliaia di persone. Un modello di intelligenza artificiale può influenzare centinaia di milioni di utenti in tempo reale, in lingue diverse, adattando il messaggio al profilo di chi legge.

Il nuovo muro non divide più Berlino Est e Berlino Ovest. Divide versioni della realtà. E quando la realtà viene mediata da sistemi probabilistici che scrivono, riassumono, rispondono e suggeriscono, la questione non è solo chi parla. È chi ha progettato la macchina che parla al posto nostro.

#DecisioniArtificiali #MCC #Documentario

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