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227 – Mondo del lavoro: Percorsi di studio da scegliere

Tra dieci anni il mondo del lavoro sarà cambiato. Ecco che percorsi di studio ha senso scegliere oggi per i giovani

Mio figlio ha 13 anni. L’università la farà tra cinque, la laurea tra dieci. In mezzo c’è l’Intelligenza Artificiale che scriverà sempre più codice e i robot che entreranno negli ospedali. La domanda è: che lavoro farà? Che cosa dovrebbe studiare oggi?

Io partirei sempre dalle passioni. Se una passione diventa lavoro, smetti di lavorare per tutta la vita. Però non tutte le strade reggono allo stesso modo nei prossimi dieci anni. Alcune sono più solide, altre più fragili.

Prima area: sanità e salute con tecnologia dentro. Il corpo umano resta quello. I robot prenderanno compiti fisici, ma resteranno persone che coordinano sistemi e dati clinici. Infermieristica, professioni sanitarie, ingegneria biomedica, biostatistica, management sanitario.

Seconda area: dati e decisioni. Statistica, data science, matematica applicata, economia. L’AI accelera analisi ed errori se manca metodo. Servono persone che misurano, validano, capiscono le casualità. Questa competenza entra ovunque.

Terza area: sicurezza delle infrastrutture digitali. Cybersecurity, reti, cloud. Più automazione significa più superficie di attacco. Ospedali, scuole e aziende dipendono da sistemi automatici: qualcuno deve proteggerli e risponderne quando si fermano.

Quarta area: le ingegnerie del mondo fisico. Elettrica, meccanica, civile, materiali, automazione. I robot sono strumenti, ma aumentano progettazione e manutenzione. Serve chi resti ancorato alle infrastrutture reali.

Quinta area: diritto tecnico e governance. Privacy, regole su decisioni artificiali, contratti tecnologici. Servono giuristi specializzati che capiscano norme e architetture tecniche messe insieme.

Poi c’è tutto il resto: creatività, turismo, media, sport. È tutto legittimo, ma spesso come secondo asse. Infine il saper usare gli strumenti: per quelli c’è YouTube. L’università deve insegnare metodo, numeri, responsabilità.

Ai miei figli ho detto che se la loro passione fosse una fattoria in mezzo al nulla, li supporterei. Ma a 13 anni non tutti hanno le idee chiare. Spero che questa visione vi sia utile.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.