Meta può leggere i nostri messaggi di WhatsApp? Forse sì, ed è un problema.
In teoria i messaggi che mandiamo dovrebbero essere crittografati, quindi non dovrebbero essere leggibili da nessuno se non da chi invia e chi riceve. Però un giornalista di Bloomberg ha messo insieme documenti, testimonianze e segnalazioni di ex fornitori che affermano che, in alcune condizioni, i nostri messaggi WhatsApp potrebbero essere letti anche da altri. A seguito di questo, si sono mosse subito le autorità federali qui negli Stati Uniti per fare verifiche formali.
Perché esistono i backup che facciamo sui cloud dei nostri messaggi. Esistono sistemi di assistenza. Esistono le segnalazioni di contenuti pericolosi. Quindi esistono strumenti interni per la sicurezza, per il debug, per la risposta agli incidenti. Sono tutti elementi normali in una piattaforma globale con miliardi di utenti. Però sono tutti elementi che, se messi insieme, fanno capire che forse i nostri messaggi su WhatsApp non sono così privati.
Le segnalazioni citate da Bloomberg parlano anche di accessi interni, ed è proprio questo che ha fatto scattare l’attenzione delle autorità. Perché quando l’accesso è interno, il problema è come vengono governati questi processi. Cioè, se qualcuno deve proprio leggere i nostri messaggi per ragioni di sicurezza, con quali regole lo fa?
È giusto dire che WhatsApp respinge le accuse e dice che le prove presentate non dimostrano alcun accesso sistematico ai contenuti. Però noi utenti ragioniamo in modo binario. O è privato o non lo è. Puoi leggere i messaggi, sì o no? Ma se qualcun altro li può leggere, è proprio quel “può” che cambia tutto, quando dentro ci mettiamo lavoro, soldi, salute, relazioni, cose molto intime e private.
Non serve smettere di usare WhatsApp. Serve smettere di usarlo come se fosse una cassaforte. Quando scriviamo, dobbiamo iniziare a immaginare che queste chat potrebbero essere lette da altri. Le nostre chat sono dati, non sono sussurri nascosti.
Insomma, forse WhatsApp può farsi i fatti nostri. Magari succede in rari casi e in condizioni particolari. Ma quando parliamo di piattaforme globali, è già abbastanza per spaventarci.
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