Robot umanoidi che imparano a fare tutto guardando i nostri video.
Seguitemi, perché pochi spiegano gli effetti di questa “svolta”, che cambierà il lavoro molto più in fretta di quanto si sente dire in giro. Le news parlano di influencer, di panettoni, delle vacanze e degli orientamenti dei VIP, quando nel frattempo il mondo sta cambiando profondamente e questo cambiamento non lo raccontano.
Pensate a un robot che guarda migliaia di video di falegnami: tagli, misure, incastri, finiture, errori e correzioni. Acquisisce il “vocabolario” del mestiere. Oppure a un robot che guarda tutti i video di idraulici: perdite, sifoni, raccordi, saldature, urgenze in spazi stretti. Costruisce schemi e li applica. Non impara da un singolo tutor: impara dalla somma globale di chi ha pubblicato quel lavoro online.
E poi un robot non fa turni, non dorme, non perde la concentrazione, non ha cali di qualità a fine giornata. Se la batteria che si scarica, se la cambia da solo. Quando la tecnica migliora, la differenza diventa continuità: stessa azione, stessa precisione, ripetuta sempre uguale. E non è automazione: è autonomizzazione, perché gli spieghi cosa devono fare in autonomia.
Vedete, i robot così esistono già: non sono ancora nelle nostre case, ma lo saranno molto presto. Se siete riusciti a capire cosa sta succedendo e come imparano, allora capirete anche perché la società si troverà davanti a un cambio enorme in pochissimo tempo.
Il punto è sapere le cose, essere informati. La cultura è libertà. E spesso, purtroppo, di questi temi nei telegiornali e in giro se ne parla solo come se fosse innovazione, o giocattoli, o videogame. In realtà è società. Non è più informatica, è società e cultura.
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