Ha trasformato un proiettile in una voce globale, grazie al digitale
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#MalalaYousafzai nasce a Mingora, in Pakistan, in una valle dove i talebani vietano alle ragazze di studiare. Lei non accetta. A 11 anni inizia a scrivere un blog per la BBC con uno pseudonimo. Usa internet come scudo: racconta la paura, i divieti, la vita quotidiana sotto il regime. È il digitale a darle il primo spazio di libertà.
Poi arriva il colpo di fucile. Nel 2012, a 15 anni, viene ferita alla testa mentre torna da scuola. Doveva finire tutto lì. Invece la sua voce si amplifica. Sopravvive, viene curata in Inghilterra e il mondo digitale esplode: hashtag, campagne online, video virali. Da singola ragazza diventa simbolo condiviso in tempo reale, sostenuta da milioni di persone.
Il conflitto è netto. I talebani volevano il silenzio, internet lo trasforma in rumore globale. Malala usa piattaforme, conferenze trasmesse in streaming, libri diffusi ovunque, per far passare il suo messaggio.
Il ritorno con il dono passa anche qui a New York. Nel 2013 parla alle Nazioni Unite nel “Malala Day”, con un discorso diffuso in diretta mondiale. Nel 2014 vince il Nobel per la Pace, la più giovane di sempre. La sua battaglia per l’istruzione delle ragazze non resta confinata al Pakistan: diventa patrimonio globale grazie alla potenza del digitale.
Malala parte come una ragazzina che voleva studiare. Torna come un’eroina che, con internet e i media digitali, ha reso universale il diritto all’istruzione.
#MalalaYousafzai #DecisioniArtificiali #MCC #Documentario #longwave
👉 Ora che vivo a New York, stiamo definendo le settimane in cui sarò in Italia nei prossimi mesi. Chi vuole ingaggiarmi per eventi è pregato di contattare il mio team al più presto, perché stiamo finalizzando le date dei viaggi e dei giorni disponibili: [email protected]













