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74 – Ha fermato il bullismo imparando a programmare

Ha fermato il bullismo imparando a programmare

La notizia corre tra i corridoi della scuola: una ragazza poco più grande si è tolta la vita dopo mesi di insulti online. Trisha Prabhu ha 13 anni, vive a Naperville nei sobborghi di Chicago, e quella storia non la lascia più. Non è un episodio isolato, è il segno di un veleno che intossica la sua generazione: il cyberbullismo.

Il problema è chiaro. Gli adulti non vedono. Gli insegnanti non capiscono. Le piattaforme fanno finta di niente. Trisha non sa programmare, non ha laboratori, non ha mentori. Ha solo un vecchio computer e la convinzione che si possa fare qualcosa. Decide che imparerà lei a parlare la lingua delle macchine.

Inizia da zero, con Java. Tutorial, manuali, notti infinite a provare e sbagliare. Cade, si rialza, ricomincia. Non cerca like né applausi. Vuole trovare un modo per fermare il dito prima che prema “invia”.

Dopo mesi nasce ReThink. Un’app che intercetta i messaggi offensivi e mostra un avviso: sei sicuro di voler ferire qualcuno? E funziona. Il 93% dei ragazzi decide di cancellare. Bastava un attimo di esitazione per salvare una vita.

Da lì in poi la storia cambia. Trisha porta ReThink alla Casa Bianca, convince giurie internazionali, arriva persino su Shark Tank. Un’app scritta in Java in cameretta diventa lo scudo di milioni di adolescenti.

Ha fatto quello che le big tech non hanno voluto fare: mettere un freno al bullismo.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.