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I corsi sull’intelligenza artificiale venduti dai soliti guru…

I corsi sull’intelligenza artificiale venduti dai soliti guru del digitale sono spesso inutili perché si basano su informazioni superficiali e facilmente reperibili online. La strategia è sempre la stessa: prendere concetti gratuiti, impacchettarli bene e venderli a caro prezzo a chi non sa dove cercare. Il problema è che l’AI evolve a una velocità incredibile, quindi un corso di qualche mese fa potrebbe già essere obsoleto.

La verità è che chi vuole davvero imparare ha a disposizione corsi gratuiti offerti direttamente dai giganti del settore. OpenAI, Google, Microsoft e persino il MIT offrono lezioni approfondite su come funzionano i modelli di AI e come integrarli nel mondo del lavoro. Questi corsi sono aggiornati, creati da veri esperti e disponibili per chiunque voglia studiare. L’unico ostacolo? Sono quasi tutti in inglese.

Ed è proprio su questo che giocano i venditori di corsi in italiano. Sanno che molte persone non hanno familiarità con l’inglese e approfittano della situazione, vendendo la falsa illusione che si possa lavorare nell’AI senza conoscere la lingua. Ma il mondo dell’intelligenza artificiale è dominato dall’inglese: tutta la documentazione, gli strumenti e le community più avanzate discutono in questa lingua. Chi pensa di diventare un esperto di AI con un corso in italiano da 199 euro sta semplicemente comprando un’illusione.

E poi, i soliti venditori da strapazzo sono facilissimi da riconoscere. Basta chiedersi: di cosa parlavano due anni fa? Se prima facevano corsi sugli NFT, sul Metaverso o su qualche altra “rivoluzione tecnologica” che si è sgonfiata nel giro di pochi mesi, allora sapete già con chi avete a che fare. Sono sempre gli stessi, cambiano solo argomento per cavalcare la moda del momento. I loro corsi non servivano allora e non servono oggi. Se davvero volete capire l’AI, lasciate perdere questi personaggi e andate a studiare dalle fonti serie.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.