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78 – La donna che ha sfidato Facebook con i suoi stessi dati

La donna che ha sfidato Facebook con i suoi stessi dati

Frances Haugen non nasce attivista. È un’ingegnera americana, lavora nella Silicon Valley, una carriera brillante. Nel 2019 entra in Facebook come product manager. Il suo compito è analizzare gli algoritmi che decidono cosa vediamo ogni giorno sui nostri feed.

Poi arriva la scoperta. Nei documenti interni che studia c’è scritto nero su bianco che Instagram danneggia la salute mentale degli adolescenti. E che i contenuti più estremi, politici e sociali, vengono spinti dall’algoritmo perché generano più click. Il conflitto è devastante: restare in silenzio per proteggere la sua carriera o denunciare il meccanismo tossico più potente del pianeta.

Frances decide di agire. Copia migliaia di file interni e nel 2021 li porta al Congresso degli Stati Uniti. È la caduta libera: si espone, perde il lavoro, diventa “la whistleblower di Facebook”. Subisce attacchi, critiche, minacce. Ma non si ferma.

Il ritorno con il dono è enorme. Grazie a quei documenti sappiamo che dietro i like non ci sono solo foto e meme, ma un sistema che manipola le emozioni e divide le comunità. Le audizioni di Haugen, qui a Washington e trasmesse in tutto il mondo, hanno aperto gli occhi a milioni di persone e costretto governi e istituzioni a rivedere le regole delle piattaforme digitali.

Frances parte come un’ingegnera di sistema. Torna come un’eroina civile che ci ha lasciato un dono preciso: la verità sul lato oscuro degli algoritmi.

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